Il medioevo di Eco

mercoledì 29 febbraio 2012

Auctoritas e autorevolezza


Il pensiero alto-medievale affida il criterio di autorevolezza delle fonti al principio dell'auctoritas, con la quale si intende una fonte giudicata autorevole perché ritenuta tale. Scrive Chenu che "Auctor è colui che, in forza di un riconoscimento ufficiale, civile, scolastico, ecclesiastico, vede il suo parere, il suo pensiero, la sua dottrina autentiche, al punto che devono essere accolte con rispetto e accettate con docilità" (La teologia nel XIII secolo, tr. it. p. 398). La circolazione delle informazioni in rete, e il progressivo disgregarsi delle forme di autenticazione e verificazione delle fonti sul web, pone il problema dell'autorevolezza dei saperi che si incontrano sul web, e la necessità di una ridefinizione dei parametri con i quali un'informazione, o una fonte, è giudicata attendibile, e in che misura. L'universo apparentemente libero della circolazione delle idee online, rendendo progressivamente obsoleto il concetto di autore come detentore pieno della responsabilità delle sue parole nell'universo liquido della comunicazione in rete, ripropone, in una suggestiva analogia con il caso delle auctoritates medievali, il modello di forme di sapere non individualizzate, saperi collettivi che traggono autorevolezza dal consenso degli utenti che le riconoscono e non dalle forme tradizionali di riconoscimento autoriale.  

martedì 28 febbraio 2012

Fango mediatico

L'espressione è divenuta di uso comune dopo l'abuso che se ne è fatto nel linguaggio della politica italiana degli ultimi anni, ma l'usura del termine non cancella il segnale di una strategia dai tratti non comuni, posta in atto non solo per attaccare le idee ma anche per occultarle, renderle invisibili, saturando i canali della comunicazione per generare un corto circuito dei criteri di valutazione dell'attendibilità delle fonti. In tal modo, la notizia da censurare non viene cancellata ma screditata: può restare visibile e salda nella memoria, ma il segno (positivo, negativo o altro) che l'accompagna rimane in sospeso per l'impossibilità di deciderne in maniera univoca e definitiva la credibilità; e con esso viene meno la possibilità di usarla come risorsa per un'argomentazione o per affermazioni di principio. E' sterilizzata, insomma.

Morte dell'autore?

"Un testo è fatto di scritture molteplici, provenienti da culture diverse che intrattengono reciprocamente rapporti di dialogo, parodia o contestazione; esiste però un luogo in cui tale molteplicità si riunisce, e tale luogo non è l’autore, come sinora è stato affermato, bensì il lettore. Il lettore è lo spazio in cui si iscrivono, senza che nessuna vada perduta, tutte le citazioni di cui è fatta la scrittura, l’unità di un testo non sta nella sua origine ma nella sua destinazione" (Roland Barthes, La morte dell'autore, 1968). La scomparsa, reale o proclamata, dell'autore come riferimento della responsabilità delle idee fa convergere sul fruitore dell'informazione i nodi e i diversi interessi (culturali, politici, soggettivi ed emozionali, economici, relazionali etc.) che precedentemente trovavano un punto di sintesi nell'autore. Il testo è prodotto dal lettore nel momento in cui la forma conclusa dell'opera autoriale tradizionale lascia lo spazio all'informazione del semantic web, L'autore, inteso tradizionalmente come produttore di pensiero, si colloca a monte e non a valle, dove la forma conclusa dell'opera autoriale lascia spazio a un oggetto definito dalla pratica di lettura che vi si esercita, non-lineare e strutturata secondo un modello a rete.

sabato 25 febbraio 2012

Idee e informazioni nello spazio pubblico

Temi da sviluppare:

a. Idee tra le righe: da un esempio storico strategie di diffusione del pensiero
b. Ambiti istituzionali del sapere e libertà intellettuale
c. Cittadino vs. società? Diritto d'autore e open source
d. L'autocensura dell'internauta
e.  L'autore all'epoca del web
f. Il cittadino lettore: diritti e doveri