Il medioevo di Eco

martedì 28 febbraio 2012

Fango mediatico

L'espressione è divenuta di uso comune dopo l'abuso che se ne è fatto nel linguaggio della politica italiana degli ultimi anni, ma l'usura del termine non cancella il segnale di una strategia dai tratti non comuni, posta in atto non solo per attaccare le idee ma anche per occultarle, renderle invisibili, saturando i canali della comunicazione per generare un corto circuito dei criteri di valutazione dell'attendibilità delle fonti. In tal modo, la notizia da censurare non viene cancellata ma screditata: può restare visibile e salda nella memoria, ma il segno (positivo, negativo o altro) che l'accompagna rimane in sospeso per l'impossibilità di deciderne in maniera univoca e definitiva la credibilità; e con esso viene meno la possibilità di usarla come risorsa per un'argomentazione o per affermazioni di principio. E' sterilizzata, insomma.

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