Il medioevo di Eco

martedì 28 febbraio 2012

Morte dell'autore?

"Un testo è fatto di scritture molteplici, provenienti da culture diverse che intrattengono reciprocamente rapporti di dialogo, parodia o contestazione; esiste però un luogo in cui tale molteplicità si riunisce, e tale luogo non è l’autore, come sinora è stato affermato, bensì il lettore. Il lettore è lo spazio in cui si iscrivono, senza che nessuna vada perduta, tutte le citazioni di cui è fatta la scrittura, l’unità di un testo non sta nella sua origine ma nella sua destinazione" (Roland Barthes, La morte dell'autore, 1968). La scomparsa, reale o proclamata, dell'autore come riferimento della responsabilità delle idee fa convergere sul fruitore dell'informazione i nodi e i diversi interessi (culturali, politici, soggettivi ed emozionali, economici, relazionali etc.) che precedentemente trovavano un punto di sintesi nell'autore. Il testo è prodotto dal lettore nel momento in cui la forma conclusa dell'opera autoriale tradizionale lascia lo spazio all'informazione del semantic web, L'autore, inteso tradizionalmente come produttore di pensiero, si colloca a monte e non a valle, dove la forma conclusa dell'opera autoriale lascia spazio a un oggetto definito dalla pratica di lettura che vi si esercita, non-lineare e strutturata secondo un modello a rete.

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